Oggi parliamo di greenwashing

Proviamo a riflettere un po’ su ciò che accade quotidianamente di fronte ai nostri occhi.

La consapevolezza ci può aiutare a scegliere e a vivere meglio.

Forse sapevate già che la Consumer International un’associazione europea che si occupa di difesa dei consumatori, ha comunicato la lista dei 5 peggiori spot trasmessi nel 2009. L’attenzione della giuria si era focalizzata sui messaggi di greenwashing di  falsi messaggi pubblicitari che inventano  aspetti ecologici inesistenti o lasciano intendere che usando certi prodotti non si inquina.

Ecco che certe case automobilistiche vogliono farci credere che alcune auto essendo diesel puliti, si possono considerare amiche dell’ambiente  e vengono equiparate alle biciclette!

Certe compagnie aeree low cost lasciano intendere che da un punto di vista ambientale volare a bordo dei loro airbus ha un impatto ambientale equiparabile a quello di un’automobile ibrida!

Alcuni produttori di “yogurt” vogliono farci intendere che acquistandolo e mangiandolo in grandi quantità oltre a produrre molto “concime per la terra”  aiutiamo l’ambiente perché la confezione si è privata del packaging!

Ma, cari naviganti green,  non bisogna meravigliarsi.

Chi  conosce il mondo della pubblicità sa che le bugie sono una cattiva abitudine …

L’onestà intellettuale mi porta quindi a elevare quegli spot che con ironia, eleganza e sincerità ammettono gli eco-minus del prodotto cantandoli:

Green naviganti …contrastiamo il greenwashing

Tra le iniziative tese a guidare verso scelte corrette va segnalata quella di Futerra, un’associazione inglese che propone un decalogo antigreenwashing, http://www.futerra.co.uk/downloads/Greenwash_Guide.pdf, rivolto alle imprese interessate a fare buona comunicazione ambientale, ad esempio evitando espressioni vaghe, immagini suggestive, affermazioni altisonanti sostenute da deboli fondamenta e senza omettere informazioni rilevanti sui propri processi. Anche l’americana Enviro Media Social Marketing ha creato un’interessante community on line, denominata Greenwashingindex, dove gli utenti possono segnalare, commentare e giudicare spot televisivi e in generale messaggi pubblicitari di aziende e organizzazioni sospettati di essere casi di greenwashing. Infine, ricordiamo anche GreenWikia, che, utilizzando lo stesso approccio di Wikipedia, consente a tutti di partecipare alla discussione delle tematiche ambientali, per rendere disponibili informazioni veritiere e il più possibile riscontrabili.

Attendo i vostri commenti!

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Un commento su “Oggi parliamo di greenwashing

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