le tonalità del verde :: green sex e coca cola

Mi capita sempre più spesso di vedere realizzate strategie di marketing green confinate tra due opposti…per essere green devo essere duro e puro fino alla fine, non comunico e lavoro su tutti gli aspetti interni ed esterni (dai processi alla logistica, al green procurement, alla mobilità e alla formazione) oppure faccio alcune attività per migliorare la sostenibilità e lo comunico. Non intendo fare green washing solo rendere edotto il pubblico, il consumatore sulle mie attività green.

Di solito le due tipologie di azienda hanno caratteristiche molto diverse: una più tecnica e l’altra commerciale (salvo illustri eccezioni cfr. post su Ikea).

Certo fare informazione e cambiare il mondo è un’altra cosa…ma solo le major se lo possono permettere.

Ciò che intendo dire è che le tonalità di verde sono molte. E ognuno deve trovare la sua via a seconda della sua convinzione, del livello di maturità del mercato e dei prodotti che commercializza. Ci sono matrici e studi che permettono di individuare le strategie da seguire e alcuni di questi ve li suggerirò nei prossimi post (green marketing manifesto è stato ampiamente citato).

Ho individuato due video simpatici che esprimono in parte ciò che voglio dirvi.

Uno è la provocazione vera…non promuove un prodotto ma la radicalità di una donna green che si concede salvo avere la sicurezza del reale credo ambientale del partner.

In questo caso la provocazione riguarda il credo…pur di essere radicali si è pronti a rinunciare a qualcosa.

l’altra è Coca Cola…anche questa case history meriterebbe plurimi post viste le molteplici attività che svolge nell’ambito della sostenibilità.

Ma questa è una comunicazione particolare che in qualche modo riguarda i processi più che l’appeal del prodotto, senza perdere valori e call to action da parte del cliente….bravi.

a risentirci…

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Guardandoci intorno…

Lo scorso weekend è stato ricco di proposte dal mondo green, così abbiamo deciso di visitare anche “Fà la cosa giusta!”, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzato da Terre di Mezzo Eventi. Dalla prima edizione nel 2004, questo evento ha richiamato l’attenzione di un numero sempre maggiore di persone e di realtà produttive interessate ad un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, trattando argomenti diversi quali critical fashion, turismo solidale, agricoltura biologica, commercio equo solidale ed eco-prodotti. Il tema principe dell’evento era però il cibo, riassunto nello slogan Parla come Mangi.

La fiera era sviluppata in due grandi saloni, ricchi di numerosi stand di piccoli espositori venuti a lanciare un messaggio di solidarietà, sostenibilità e creatività. Benché si avvertisse un certo livello di confusione a livello di immagine, l’evento è stato arricchito dai vari dibattiti e dall’entusiasmo dei partecipanti.

I visitatori erano numerosi, con un’alta percentuale di giovani e  studenti, ma anche di giornalisti e cittadini attenti ai temi riguardanti l’economia solidale.

Rimane una sensazione di fondo…per diventare bello e appeal il verde deve ancora percorrere tanta strada.

World Water Day: opportunità per migliorare

Anche quest’anno il 22 marzo è arrivato: una data che dal 1992 è diventata un richiamo all’attenzione della gente sulla situazione idrica nel mondo.

La Giornata mondiale dell’acqua è un’iniziativa nata dalla Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite, ed ogni anno si prefigge di mettere in evidenza un aspetto particolare riguardante questo bene prezioso. Se il tema del 2010 era “la qualità dell’acqua”, quello di quest’anno è  “acqua e urbanizzazione”: lo scopo è quello si riflettere sull’importanza dell’ acqua a fronte dell’aumento della popolazione mondiale presente e futura.  

Per l’occasione sono stati organizzati eventi in tutto il mondo, dall’evento principale, al Cape Town International Conference center, in cui diverse organizzazioni ed aziende hanno presentato le loro attività riguardanti l’evento, a tante altre iniziative in tutto il mondo, conferenze, concerti, giochi e presentazioni, mappate sul sito http://www.worldwaterday2011.org/

Lo slogan di quest’anno è “Water for cities: responding to the urban water challenge” ed il messaggio comunicativo ha come scopo principale quello di spingere i governi e l’opinione pubblica ad affrontare la sfida dell’approvvigionamento dell’acqua urbana, di facilitare il dialogo e l’attuazione di partnership per migliorare i servizi di rifornimento di acqua, e di promuovere soluzioni per un’acqua sicura per tutti.

In Italia, in occasione della Giornata sono state fornite statistiche dall’Istat, riguardanti l’uso delle acque urbane. I dati fotografano una situazione critica: l’acqua prelevata ammonta a circa 152 metri cubi per abitante, una cifra che supera nettamente la Spagna, il Regno Unito e la Germania. Non solo utilizziamo una grande quantità di acqua potabile, ma i numeri sono addirittura in aumento: nel 2008 abbiamo consumato  9,1 miliardi di metri cubi, l’1,7% in più rispetto al 2005 e il 2,6% in più dal 1999. Le regioni che immettono nelle reti comunali più acqua potabile per abitante sono Valle d’Aosta e Lazio (182 e 172 metri cubi per abitante). Umbria e Marche, con poco più di 100 metri cubi per abitante, sono quelle che ne immettono meno.

A fronte della nostra situazione locale, la Giornata Mondiale dell’Acqua deve quindi diventare non solo un momento di riflessione e presa di coscienza, ma soprattutto uno stimolo per agire subito, sia nei piccoli gesti di tutti i giorni, sia nell’affrontare i grandi problemi e sprechi della nostra società.

LAVORI VERDI…senza rimanere al verde…

Green Jobs sono i lavori che hanno attinenza con l’ambiente.  Negli ultimi anni si stanno affermando professioni specifiche legate alle energie rinnovabili, alla progettazione sostenibile, all’impiantistica efficiente. Ma ci si può riferire anche a professioni meno recenti, ad esempio nel campo della tutela ambientale: agronomi, scienziati ambientali, geologi, educatori ambientali. I Green Jobs abbracciano una vasta gamma di profili professionali, di competenze e di bagaglio educativo. I Green Jobs,  quindi, comprendono nuovi tipi di professioni, ma anche il riadattamento delle competenze e delle attività tradizionali. Possono, inoltre, derivare da una domanda nuova o essere indotti dalla variazione della catena di produzione. Le potenzialità offerte dai Green Jobs riguardano  l’intera forza lavoro: operai, artigiani, imprenditori, tecnici, manager, ma sono anche necessari nuovi profili professionali che favoriscano e promuovano l’adozione dell’approccio green.

Il mondo del recruitment in Inghilterra si è già mosso  in tal senso, provate a cliccare su questo portale di ricerca personale GREEN: http://www.environmentjob.co.uk/. In Italia ad esempio già dal 2009 è partito invece il portale ECOLAVORO: http://www.modusvivendi.it/2010/05/06/ecolavoro-speciale-primavera/

Per ulteriori informazioni potete leggere il libro scritto dalla nostra amica Tessa Gelisio. Guida ai green jobs: come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro Edizioni Ambiente EA

Un capitolo a parte riguarda competenze e percorsi formativi necessari per cogliere le opportunità offerte dai Green Jobs. Per molto tempo la formazione  è rimasta indietro su queste tematiche ma si sta adeguando ai cambiamenti del mercato del lavoro. Una ricerca di Michael Page International, società specializzata nel recruiting in ambito management, ha messo in luce quali siano le figure maggiormente ricercate nel crescente settore del Green Business. Dalla ricerca emerge che i profili più appetibili sono il Project Manager e il Site Manager. I candidati ideali hanno un’età compresa tra i 35 e i 48 anni e sono disposti a viaggiare. Lo stipendio medio che percepiscono si aggira intorno agli 80 mila euro l’anno. Da alcune ricerche americane emerge che la remunerazione media dei manager che operano nella green economy hanno mediamente una remunerazione del 15% superiore a parità di livello e di esperienza….non si rimane al verde.

 A  presto le news sui corsi e master GREEN.

MINI GUIDA PER MAMME ECO –CHIC!

Oggi posto un articolo scritto dagli amici di Puraction, in particolare Angela Maria Racca che ringrazio.

 

GRAVIDANZA

Durante la gravidanza con vi fate prendere dalla smania di fare acquisti inutili, a meno di eventuali esigenze di lavoro che richiedono un abbigliamento formale: in caso siate costrette ad indossare un tailleur, basta acquistare un pantalone nero che si adatti alle giacche dei tailleur che già possedete e sostituire negli ultimi mesi di gravidanza la camicia con una blusa di tessuto morbido drappeggiata sulla pancia.

Prima di tutto indosserete i vs. abiti normali almeno fino al quarto mese se non oltre (i jeans a vita bassa con una maglia più lunga si possono portare con la cerniera aperta senza che nessuno se ne accorga…); inoltre la moda attuale che ha riportato in auge i leggings (i cari pantacollants degli anni ’80) consente di utilizzare maglioni, camicie e magliette più larghe e lunghe già nell’armadio o prese in prestito dal proprio compagno, da arricchire con collane etniche, colorate, o comunque fashion, o con sciarpe drappeggiate al collo. Inoltre le vostre mamme saranno contente di prestarvi qualche giacca o capo spalla di una taglia in più per le occasioni più formali e sicuramente troverete nell’armadio di amiche qualche abitino impero che potrete utilizzare per qualche serata speciale.

E per fortuna la luce dei vostri occhi farà il resto: è vero che le donne in gravidanza hanno una bellezza speciale?!

Non comprate mille cose in anticipo per il nascituro, chiedete consigli agli amici e utilizzate tutto cio’ che vi possono prestare che sia in buone condizioni (quasi sempre lo sono dato che carrozzine e seggioloni alla fine si utilizzano pochi mesi; a volte i passeggini possono essere più malridotti specialmente dopo aver affrontato percorsi cittadini difficili ma ci sono dei negozi dell’usato molto convenienti). Anche per gli abitini, a parte un primo completino che vi farà piacere scegliere (e che probabilmente le nonne vorranno regalarvi; mi raccomando che sia in cotone organico!), tutto il resto lo potrete trovare presso le amiche che saranno ben contente di fare spazio negli armadi!

NASCITA

Parto: naturale o cesareo che sia (importante e’ che vada tutto bene per bimbo e mamma), poggiate subito il vostro bimbo al seno in modo da stimolare produzione di latte materno prima possibile e dargli intanto il colostro. L’allattamento al seno, oltre al risparmio di costi rispetto all’acquisto del latte in polvere, non ha imballaggi, non consuma acqua ne’ elettricita’ o gas per scaldare latte, evita acquisto di molti biberon e il processo di sterilizzazione .

PRIMI MESI

Continuate con l’allattamento materno finche’ possibile, almeno per i primi 6 mesi.  Se per esigenze di lavoro non potete essere presenti a tutte le poppate, usate il tiralatte e congelate il latte (dura 24 ore in frigo, 3 mesi in freezer).

Non fate lavaggi in lavatrice ad alte temperature e con additivi chimici: fortunatamente i ns. bambini vivono in ambienti abbastanza protetti e in ogni caso è necessario che sviluppino qualche anticorpo prima dell’inizio del nido o della scuola d’infanzia.

Per quanto riguarda i giochi, cercate di sensibilizzare amici e parenti su giochi in materiali riciclati, in cotone organico, senza batterie, libri in cartone riciclato. Inoltre fatevi regalare giochi usati e a vostra volta passateli ad amici quando il vostro bimbo non li utilizza più.

Per i pannolini, è indubbio il loro impatto ambientale: si possono scegliere quelli lavabili (ma in ogni caso occorrono lavaggi in lavatrice ad alte temperature) o forse meglio, anche in termini di praticità, quelli biodegradabili. Importante è trovare dei pannolini che siano contenitivi, altrimenti alla fine si aumentano le emissioni dovendo cambiare e lavare più tutine e lenzuolini al giorno…

Per le uscite, potete usare come marsupio una fascia in cotone organico ma soprattutto è importante uscire a piedi il piu’ possibile! Fa bene a voi per recuperare la linea (al parco preferite un andatura sostenuta, anche se dovete spingere la carrozzina), al vostro umore perche’ incontrerete gente che magari non avevate mai conosciuto nel vostro quartiere e, all’aria aperta e cullato dal movimento, il vostro cucciolo dormira’ come un angioletto!

Dato che spesso tra una poppata e un’altra si ha poco tempo, fate solo docce veloci!

Sia durante la gravidanza che durante l’allattamento, è importante un’alimentazione a km. zero per la mamma: sana e varia per migliorare la qualita’ del latte. Privilegiate la carne (possibilmente bianca) di allevamenti vicini, i latticini, verdure e frutta locali e biologici, il pesce.

Bevete, sia in gravidanza che in allattamento, acqua del rubinetto filtrata, vi consentirà di ridurre non solo gli imballaggi e la plastica ma soprattutto di non fare sforzi inutili.

Non utilizzate mille prodotti per il bagnetto del vostro bambino: un solo prodotto ipoallergenico  va benissimo e scoprirete che sarà ottimo anche per voi quando in vacanza dovrete minimizzare il beauty! Inoltre per addolcire l’acqua del bagnetto utilizzate amido di mais che trovate al supermercato, per fargli qualche massaggio, olio di mandorle, e per la protezione dagli arrossamenti, la classica crema all’ossido di zinco.

Per lo svezzamento preferite cibi a km zero anche per il vostro bimbi, non acquistate, se possibile, gli omogeneizzati ma fate tutto in casa (ci si puo’ organizzare congelando le pappe, consiglio pero’ passato senza patata che cambia sapore quando surgelata). Se lo avete già in casa, utilizzate il microonde per le preparazioni delle pappe (anche per cuocere carne da tritare): è veloce, pratico ed energicamente efficiente.

Nella scelta del nido (e poi della scuola di infanzia) state attenti ai materiali usati nell’arredamento della struttura, la formaldeide può provocare allergie e purtroppo non sono infrequenti casi in cui viene ancora utilizzata.

PRIMI ANNI DI VITA

Primo compleanno (e successivi): preparate torte e cibi fatti in casa, frullati e spremute fresche, acquistate piatti e bicchieri biodegradabili (o utilizzate stoviglie di porcellana, vetro o ceramica, almeno per gli invitati più grandi), preferite tovaglioli di carta FSC  e limitate i  regali quanto più possibile, magari segnalando agli invitati un’iniziativa benefica che avete deciso di finanziare (ad esempio un sostegno ad un ospedale per bambini o a qualche comunità locale) oppure fate una lista di libri e giochi educativi, possibilmente senza pile (esistono ad esempio automobiline alimentate col solare) che il vostro bambino apprezzerebbe.

Stimolate il vostro bambino ad imparare a camminare e a togliere il pannolino prima possibile.

Al parco evitate la zona dei trenini e delle macchinine elettriche (e in seguito dei video giochi) ma preferite altalena e scivolo. Insegnate al vostro bambino la corsa, il calcio o giochi di palla in genere: fa bene alla sua coordinazione e a voi a tenervi in forma!

Usate la bici col seggiolino omologato ma possibilmente solo sulle piste ciclabili e nei parchi, pericoloso affrontare il traffico!

E abituatelo sin da subito a prendere I mezzi pubblici, magari evitando la metropolitana o tram e autobus nelle ore di punta per questioni igieniche.

ETA’ SCOLARE

Educatelo ad una cartella green: matite di legno, temperamatite e righelli in legno o metallo, quaderni di carta riciclata, uso di carta già stampata su un lato per le brutte copie, libri usati, zaino già presente in casa da personalizzare con il vostro aiuto con un po’ di fantasia.

Feste o pomeriggi di gioco ecologici: se possibile, organizzate feste all’aria aperta, con giochi semplici come ruba bandiera, mini olimpiadi, tiro alla fune, pittura di tele riciclate da pezzi di cotone vecchio (lenzuola rotte, magliette), realizzazione di maschere con pezzi di stoffa e materiali di riciclo. I bambini hanno bisogno di poco per divertirsi…soprattutto della vostra attenzione e di esprimere la loro creatività insieme ai propri genitori. E se si organizza la festa durante il fine settimana, coinvolgere i genitori dei bimbi in qualche gara genitori/figli o in un torneo green ad hoc per i genitori in modo da stimolare anche la conoscenza reciproca tra i genitori di scuola. Occorre solo un po’ di organizzazione in anticipo e di creatività per organizzare una festa sostenibile e divertente e se non si può organizzarla all’aperto, non abbiate paura di mettere a disposizione le vostre case, anche se piccole (piuttosto invitate pochi amichetti e dettate alcune regole di comportamento per voi fondamentali), perché i bimbi si disperdono meno e sono più concentrati sul festeggiato rispetto a grandi spazi anonimi.

Per il trasporto a scuola: preferite scuole di quartiere da raggiungere a piedi o altrimenti se non avete scuole vicine, usate mezzi pubblici o bus collettivi.

Periodicamente: organizzare un gioco coi propri figli per selezionare i giochi che non usano più e regalarli ad amichetti più piccoli o ad alcune ONLUS (ospedali e comunità alloggio), ovviamente se in buono stato. Altrimenti se si sono persi alcuni pezzi o sono rotti, diventa un modo per insegnare loro la raccolta differenziata, soprattutto delle batterie!

Cibo: non sprecare cibo è molto importante ed educativo. Sicuramente occorre stimolare i bimbi a non lasciare niente nel piatto,  ma a volte capita che siano imprevedibili nel loro consumo…cucinare in dosi piccole o, se in quantità maggiore, (sugo, passato, pesto, brodo) congelare subito le porzioni in eccesso. Quando si acquista la carne o pesce, preparare pacchetti da surgelare con le dosi singole adatte al vostro bambino. Se  per caso avete acquistato il latte in quantità maggiore del vostro consumo familiare, congelatelo subito: una volta scongelato ha lo stesso sapore di quello fresco!

Quando si va al ristorante, inutile ordinare (almeno fino ai 6 o 7 anni) una pizza intera per un bambino! Purtroppo in Italia sono pochi i posti con i menu’ bimbi, per cui la cosa migliore è, se avete 2 bimbi, ordinare una pizza e farla a metà o un piatto di pasta e dividerlo, oppure condividere voi col vs. bimbo una pietanza che piace ad entrambi!

Educarli sin da subito all’uso razionale delle risorse: spegnere le luci e l’acqua mentre ci si lava i dentiti è possibile sin dai 2 anni (magari in cambio di un piccolo premio) e passare subito alla doccia quando hanno un equilibrio stabile consente anche a voi di risparmiare tempo! La cosa ideale è introdurre il rito della doccia in estate al mare e poi mantenerlo come novità una volta tornati dalle vacanze.

Le tre regole per un vivere rispettoso dell’ambiente, applicabili a tutti gli aspetti della vita quotidiana sin dalla gravidanza, sono le note “3 R”: riduci, riutilizza e ricicla.