1,2,3 … b2b green


Da dove comincio?

Che cosa sono qui a fare?

Ho deciso di creare questo blog per condividere con gli altri la mia nuova passione: il green marketing.

Una passione che nasce da lontano …in realtà ho cominciato per caso…entrando nel mondo dell’energia nel 1997.

Edison era ancora la costola energetica di Montedison, c’era il Cip 6, l’autoproduzione e le fonti assimilabili alle rinnovabili. Io ero un neofita con tanta voglia di imparare ed entusiasmo da vendere…tante fotocopie, troppi power point…poi subito nella fossa dei leoni.

Tutto questo mentre il mercato stava cambiando. Il Decreto Bersani nel 1999, coincide con una riorganizzazione interna della società. La direzione commerciale…la costituzione della società di vendita …poi la bolla web…gli account manager…i primi contratti sul mercato libero: era partita la liberalizzazione del settore e io ero su quel carro e in quel momento.

Stoooooooop! un incidente di percorso, una brutta casualità… mi blocca per circa un anno…ma si riparte.

Nuova vita in Dynameeting: a luglio del 2001 decido di cambiare. Lascio “mamma edison” e, primo dipendente assunto, mi metto a lavorare su un nuovo progetto, in un contesto assolutamente diverso…team giovane, strumenti informatici all’avanguardia e una sana voglia di “fare legna”, di costruirsi una solida posizione sul mercato.

In breve tempo diventiamo la rete di vendita elettrica più grande in Italia, poi il primo “grossista” per numerosità di clienti tra le piccole e medie imprese…la società cresce.. anche troppo velocemente…

Dopo qualche anno decido che è venuto il momento di affrontare il grande pubblico: il cliente residenziale. Il pensiero di quel momento più o meno fu questo: lavoro in un settore iper regolamentato e scarsamente competitivo e mi occupo di clienti business. Ma che razza di markettaro sono??? dovrò provare almeno ad affrontare il grande pubblico?

Così vado a Reggio Emilia, in Blumet, la società che si occupava di distribuire il gas a circa 250.000 clienti nelle provincie di Modena e Reggio Emilia… nella compagine societaria c’è sempre Edison, dalla quale vengo “segnalato” , e i comuni. Vengo a contatto con i problemi di una governance complessa, in bilico tra interessi diversi e logiche di mercato completamente opposte, da una parte la grande industria dall’altra le municipalità.

Tutto si risolve alla fine con l’uscita di Edison, e la concentrazione di tutte le attività nel gruppo Enìa, e tutto questo mentre il settore cambia nuovamente con la liberalizzazione del residenziale elettrico: è il luglio del 2007.  Le aree di lavoro si estendono …ora c’è anche Parma e Piacenza, e poi nuovi prodotti e servizi, l’elettricità, i rifiuti …

La mia collaborazione in Enìa finisce nel luglio di quest’anno:  con la fusione in IRIDE non ci sono più opportunità interessanti  per me, e onestamente io sono diventato abbastanza allergico al mondo manageriale.

Non capisco la logica di fondo che regola questo mondo: fuori c’è un mercato competitivo, abbiamo da fare mille cose e se ci mettiamo insieme possiamo vincere. E invece no, il peggior concorrente che ti si presenta è il tuo vicino di ufficio…il quale ha voluto il ficus benjamin e la sala riunioni più grande della tua così si sente più importante.

Non voglio sputare nel piatto in cui ho mangiato, per carità. Ho imparato moltissimo sia nella grande azienda, sia nella start-up.

Solo credo che per me ci siano modi di lavorare e vivere più sani, per il mio equilibrio e soprattutto più interessanti e divertenti.

Ho ripreso un po’ da dove avevo cominciato, dallo studio. Mi sono messo a rileggere un po’ di marketing e intanto, per caso, mi sono imbattuto in un libro di Federico Rampini, Slow economy; non certo un manuale di business, ma per me è stato abbastanza illuminante. Esisteva un modo per fare business e fare bene al pianeta?

Esistono delle società civili in cui convivono economia e sostenibilità…

Ho voluto approfondire, sia sull’emergenza del pianeta, sia sull’economia “possibile”, quella che può traghettarci nel futuro. Attenzione non sono un samaritano: solo credo che oramai non ci siano più alternative. Dobbiamo cambiare il modo di gestire questo pianeta, senza arrivare alla logica panteistica (tutto è Dio, la legge della natura regola tutto), questo no, ma forse più semplicemente, oggi il ruolo delle aziende credo debba cambiare.

E’ stato l’inizio di un percorso…to be green…per diventare verde.

Ho letto il Manifesto del Green Marketing di John Grant, diventato per me un vero guru. Poi altre letture, alcune davvero avvincenti.

E poi…

E poi la decisione… ok, mollo tutto e apro una nuova società di green marketing.

Detto e fatto.

Il 1 luglio ero fuori dalla società, e il 10 luglio avevo aperto la nuova partita iva: è nata b2b green.

E ora si comincia…

chiedo a voi tutti di collaborare, se lo vorrete, indicandomi errori (che saranno molti), omissioni e preziosi consigli…

e quindi …. a vous….